La prova di resilienza è una prova di caratterizzazione dei materiali che analizza la capacità di un componente a resistere agli urti. Un materiale con bassa resilienza è fragile.
Questa prova meccanica consiste nell’impattare un provino intagliato nella sua metà e fissato in una morsa, al fine di misurare l’energia necessaria al raggiungimento del suo limite elastico (punto di deformazione permanente del materiale).
Prova di Resilienza e macchine prova materiali
La macchina prova materiali utilizzata per eseguire la prova di resilienza è nota come Pendolo di Charpy, dal nome del suo ideatore Georges Augustin Albert Charpy. Essa è composta da una struttura fissa completa di basamento, morsa per il provino e mazza per l’impatto che, nel corso della prova di resilienza
- scende per gravità dall’alto
- urta contro il provino
- continua la sua corsa, risalendo fino ad una determinata altezza.
La macchina si basa, infatti, sulla misurazione della energia persa dal pendolo dopo l’urto e la rottura del provino: il grado di resilienza di un materiale è pari al lavoro assorbito dal provino nell’urto e corrisponde alla differenza fra l’energia posseduta dal pendolo all’inizio della sua corsa e l’energia posseduta nella posizione finale.
Proprio per questa evidente semplicità, rapidità ed economicità la prova di resilienza è ampiamente utilizzata nei laboratori industriali ed accademici. Anche perché le informazioni che si possono ricavare sono molteplici e rilevanti:
- indicazioni sulle sue caratteristiche: il grado di resilienza di un materiale consente di caratterizzarlo come materiale duttile o fragile.
- indicazioni sullo stato di un materiale sottoposto a lavorazione plastica: le rotture fragili avvengono con decoesione; le rotture duttili avvengono con deformazione. Le rotture fragili nei metalli sono dovute a difetti di stato, causate da corrosione, ossidazione, presenza di strappi nel materiale a campione.
- misurazione della temperatura di transizione duttile-fragile al di sotto della quale il materiale è soggetto a frattura fragile.
Prova di resilienza e Pendolo di Charpy
Amse S.r.l. è un’azienda specializzata nella fornitura di macchine e strumenti di prova materiali e di servizi tecnici mirati alle attività di ricerca e sviluppo (R&D) e di controllo qualità (QC) dei materiali nel rispetto delle normative internazionali ISO e ASTM e delle esigenze dei nostri Clienti.
La nostra azienda propone anche una gamma completa di Pendoli Charpy per l’esecuzione della prova di resilienza sui materiali polimerici, in base al metodo Charpy o Izod ed al range di energia necessario.
Pendolo di Charpy versione XJJD/ XJUD
con Interfaccia Touch Screen che agevole l’impostazione dei parametri di prova, la calibrazione automatica per tener conto delle perdite di energia dovute agli attriti e la lettura dei risultati ottenuti a fine prova di resilienza.
Comando manuale per frenare la mazza e protezioni di sicurezza per evitare che i campioni possano accidentalmente colpire l’operatore.
Pendolo Multi Impact
permette l’esecuzione di test Charpy e Izod senza la necessità di cambiare la morsa del supporto provini e la mazza grazie ad un design innovativo “all in one”.
Tutti i pendoli sono in grado di eseguire le prove secondo le normative internazionali: ISO 179, ISO 180, ASTM D 256 ed altre equivalenti.
Strumenti e sistemi di prova in evidenza
Pendoli per polimeri
AMSE propone una gamma completa di strumenti scientifici per l’esecuzione di prove d’impatto sui materiali polimerici secondo i metodi Charpy e Izod.
