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Resilienza Charpy

Resilienza Charpy

La prova di resilienza Charpy è un test meccanico ampiamente utilizzato per valutare la resistenza degli materiali alla rottura per impatto. Il metodo Charpy, in particolare,  fornisce informazioni preziose sulla capacità di un materiale di assorbire l’energia durante un carico improvviso e intenso, come quello causato da un impatto. In questo test, viene misurata l’energia assorbita da un provino standardizzato quando viene colpito da un pendolo pesante.

La prova consiste nel posizionare un provino a forma di V sul supporto del pendolo. Il pendolo viene quindi sollevato a una determinata altezza e rilasciato, colpendo il provino e provocando la sua rottura. La quantità di energia assorbita dal provino viene misurata in joule (J) o in pound-piedi (ft-lb).

Per eseguire la prova di resilienza con il metodo Charpy, il provino deve essere standardizzato secondo le norme specifiche del materiale da testare. La forma e le dimensioni del provino possono variare a seconda delle applicazioni specifiche, ma la forma a V è comune per molti materiali metallici. Il provino viene solitamente ricavato da un materiale che rappresenta le caratteristiche tipiche dell’applicazione reale.

Il risultato principale della prova di resilienza con il metodo Charpy è l’energia assorbita dal provino durante la rottura. Questa energia è direttamente correlata alla capacità del materiale di assorbire gli urti e di resistere alla propagazione delle fratture. Un materiale con una maggiore resilienza sarà in grado di assorbire un’energia maggiore senza rompersi. Al contrario, un materiale con una bassa resilienza si fratturerà facilmente anche con un impatto di bassa intensità.

Prova di Resilienza Charpy

Prova di Resilienza Charpy: materiali e ambiti di applicazione

Il test di resilienza con il metodo Charpy viene eseguito a diverse temperature per valutare anche l’effetto della temperatura sul comportamento del materiale. Inoltre, può essere eseguito sia su materiali duttili che fragili, anche se la prova è particolarmente efficace per i materiali fragili, poiché fornisce una valutazione chiara della loro resistenza all’urto.

L’interpretazione dei risultati del test di resilienza con il metodo Charpy richiede l’analisi del valore dell’energia assorbita dal provino. I risultati possono essere confrontati con i valori di riferimento specificati dalle norme tecniche o possono essere utilizzati per confrontare diversi materiali tra loro. Inoltre, la forma e l’aspetto della rottura del provino possono fornire informazioni sul comportamento del materiale durante la frattura. 

Il test di resilienza Charpy viene utilizzato in una vasta gamma di settori: dall’ingegneria strutturale al settore dell’automotive e aerospaziale.

I test di resilienza con metodo Charpy consentono, ad esempio, di valutare la resistenza degli acciai strutturali utilizzati in edifici, ponti, strutture industriali e altre infrastrutture. Questa informazione è essenziale per garantire la sicurezza e l’affidabilità delle strutture in caso di eventi di carico improvvisi, come terremoti o collisioni. 

Resilienza Charpy Settore Ingegneria strutturale
Resilienza Charpy Settore Aereospaziale

In maniera non dissimile, nei settori dell’automotive e dell’aeronautica, è importante conoscere la resilienza Charpy dei materiali utilizzati nelle componenti critiche per la sicurezza, come le parti strutturali delle automobili o i componenti delle ali degli aeromobili. 

I test di resilienza sono infine utili per valutare la qualità delle giunzioni saldate. Durante il processo di saldatura, possono verificarsi difetti che influenzano la resistenza della giunzione. Il test Charpy permette di verificare la resistenza dell’area interessata dalla saldatura e di garantire che la giunzione soddisfi i requisiti di sicurezza richiesti.

Resilienza Charpy Settore Produzione

Gli strumenti per effettuare le prove di flessione

Il Pendolo Charpy è lo strumento centrale per eseguire questo test di prova: è costituito da un braccio oscillante che può essere sollevato a una determinata altezza e rilasciato per colpire il provino. Il pendolo è dotato di una fessura o un incavo nella parte inferiore, dove viene posizionato il provino.

Operativa nel settore delle prove di caratterizzazione dei materiali, AMSE S.r.l. propone una gamma completa di strumenti scientifici per l’esecuzione di prove d’impatto sui materiali polimerici secondo il metodo Charpy.

AMSE Pendoli Charpy e Izod

I pendoli sono in grado di eseguire le prove secondo i metodi Charpy e Izod e nel rispetto delle normative internazionali: ISO 179, ISO 180, ASTM D 256 ed altre equivalenti.

Tutti i modelli sono dotati di touch screen multi funzione ad alta risoluzione per l’impostazione dei parametri di prova e la lettura dei risultati ottenuti. Tra le altre dotazioni standard sistema di rilascio pneumatico della mazza, freno manuale e safety cover per proteggere l’operatore e porta USB per interfaccia PC.

La gamma dei pendoli AMSE comprende diversi opzioni tra cui scegliere in funzione del metodo di prova (Charpy o Izod) e del range di energia necessario (0,5J – 50 J).

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Un servizio di Assistenza pre e post vendita qualificato e tempestivo completa la nostra proposta di strumenti per prove a flessione, distinguendoci sul mercato come dei Partner Fidati ed Esperti per i laboratori accademici e industriali.

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